POESIA... TEATRO...
PENSIERI ...
Silvestra Pittalis
Volo
Vorrei volare nel deserto
Trafiggere il mio cuore cavandone poesia
Volo...... S.P.
Dall'opera teatrale: "L'isola della memoria" di Silvestra Pittalis
Calati o tempo nel profondo degli uomini e delle cose…Dove le vicende hanno la labilità del sogno…
Ma hanno il potere del ricordo… Sardus ritorna nell’isola un tempo “Isola felice”, metafora del mondo...
Per cogliere fra le rovine i segni del nuovo e del diverso che emergono confusamente…
Torna per ricordare…andare …verso altri approdi e nuovi saperi…
Mi affaccio qui e non è la prima volta…Ma…Mi devo orientare…Devo capire…
Da dove attingerò le parole?!?...Da quale luogo della memoria!?!...
Poiché non tutto può essere detto.. per qualcosa che risiede in noi e… che non ho mai vissuto…
Cantavamo, morivamo, danzavamo di padre in figlio, crescendo di numero e di esperienza nell’isola.
Eravamo felici”. Era fatta di profumi della terra… sole… benedizione di antiche divinità celesti… la felicità dei S’Ard… i danzatori delle stelle…
Ho trascorso la mia vita solo a pensare… e nel deserto della mia isola antica…ho sognato….ricordato….
E mi sono perso…
Infinitamente sottile e arcano il senso del tempo…Quando ci si ritrova soli con i propri ricordi… Quelli più veri…
La memoria muta il suo decorso. .. Il tempo si ferma ai ricordi più belli…
E li fissa sul tuo cuore frammentato del vivere secolare…
Quando passa il tempo il mondo cambia…. è cambiato qualcosa…Abbiamo tanto da imparare…
L’universo è costituito da una lingua che tutti comprendono…ma che è stata ormai dimenticata…
Io sto ricercando quel linguaggio universale…
Ma la mia terra …conosce questo linguaggio…che esprime sogni…speranze…
e apre la porta a ricordi lontani…sbiaditi dal tempo…ricordi sospesi al tenue filo della memoria….
Chi sei?
Il mio nome è Jana e sono una delle figlie del mare…Lì danzavo e volavo con le mie sorelle…
Ma qui non riesco più a volare… E non capisco questa lingua…
Il mare…cos’è il mare??
Il mare è un ponte che divide la persona in due…Si decide e si parte….
L’ultima a lasciare la casa è la donna…che chiude i battenti con la stessa determinatezza con cui si oppone
un sigillo….
Cosa ricordi del paese che hai lasciato?!?
Sui ricordi incombe un senso di paura…Quasi a voler cancellare ogni immagine della mia terra…
Io ne sento il battito… ritmato nei ricordi…Con essi ho la forza di non arrendermi…….
Non posso dimenticare…tante cose della mia terra….. terra di asfodeli…terra di gente orgogliosa…
cresciuta all’ombra di nuraghi e spiriti giganti…
Da lontano la cerco….e corro agli scogli….. perché il mare mi riporta la voce
di…rintocchi di campane…tramonti splendenti…profumo di mirto…di verdi lentischi e vigneti…
Il profumo del pane…di orzo e di grano…che sa di unione familiare…di fatiche condivise …
di racconti di janas…di risate innocenti di bambini…
Ripenso ai sentieri assolati o coperti di neve…come a tante strade di sogno…
su erte montagne… all’agnellino belante…nelle gelide notti d’inverno…
che ritrova il calore nelle braccia… del pastore…mai stanco ..
Rivedo…una dolce figura…la nonna…tristemente raccolta…che sgrana il rosario con le mani scarnite dal tempo…
che fila lenta le trame…e ricerca i prolungati silenzi dei figli lontani…
La memoria…ah il tempo… la memoria…Che lotta continua e tremenda!..
Si vorrebbe ricordare…Ricordare le rocce…La terra… il vento… Si vorrebbe però… dimenticare…
OH vento rispondimi come solo tu sai fare…Un albero senza radici è destinato a morire…
Ero un anziano…La mia famiglia partì…oltre il mare…Io sono la radice rimasta senza i rami…
Il vecchio albero senza foglie…
Noi siamo i figli di quell’albero …Abbiamo piantato le radici in una terra.. che non è la nostra terra…
Domani…chissà se….chi è partito ritornerà…
Guarda questi nuraghi…fanno parte di un lontano passato…ma continuano nella loro perenne silenziosità a custodire…fra le loro possenti mura…segreti millenari…
Sono la memoria… Vi meraviglia? Volete sapere chi sono??
Sono una luce…non ho ali ma volo….non ho voce ma parlo e canto…
Non ho colore…ma potrei essere un arcobaleno…Voi uomini…avete disimparato ad ascoltarmi...
Ma io… sono lo sguardo che…attraversa l’anima di ciascuno…Per questo ci conosciamo…
Anche se dopo aver bussato discretamente alle porte chiuse del vostro cuore… rimanete indifferenti…
Continua
Stralcio tratto Dall'opera teatrale "Maschera è persona"? di Silvestra Pittalis
La maschera ha sconvolto la mia anima profondamente……
Ha spinto dentro di me una forza sconosciuta…
Ed io ho creduto agli angeli…che dormono nelle caverne oscure…che di giorno escono e trovano in una parte del mondo l’innocenza di una bambina…fino a farle indossare un abito che non le appartiene…….
Al di fuori del corpo vago…ho assaporato inconsciamente le sensazioni della mia vita…
Ma….un giorno decisi…..di non indossare nessun abito, accettando la sfida di chi….vuol essere se stessa…..ad ogni costo…..
Con la mia sola pelle scesi in strada….senza maschera.......Un sorriso ottimista e passi leggeri guidavano la mia scelta, senza arroganza
.
Ecco!!!! Guardate tutti chi sono ?!?
Come in un sogno che….pian piano si trasforma in incubo…..i miei passi diventano pesanti..
Addosso mi arrivava di tutto……Cercavo invano di ripararmi con le mani…………
Sì le mie mani ...Segnate da ferite e tagli profondi….
Cercai di afferrare tutto ciò che mi poteva servire per coprirmi…..
Disperatamente cercai d’indossare brandelli di vesti anche se lacerate e sporche dal tempo……
Risparmiate la storia di mille e mille anni…..i pezzetti delle vostre rappresentazioni….
gli echi dei passi e le vostre false memorie…..
I BAMBINI DIVENTANO ADULTI E SI RICORDANO DI ESSERE STATI BAMBINI
Lasciate stare la povera torre precipitata….Non disperdetene i resti in questo modo…..Smettetela!!
(Continua)
Vivo la natura ancestrale
dove si trova l'essenza della vita
Radici amare irrompono nel cuore della terra
tracciando solchi profondi
Lo spazio azzurro è immenso
Volo...